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lunedì 23 marzo 2015

GiacoMessi

Se è tutto vero, non svegliatemi. Quest'anno, incredibilmente, il Vicenza torna a farci sognare. Un sogno meraviglioso per le vittorie e la posizione in classifica, per il gioco spettacolare espresso dalla squadra nel suo insieme, ma anche per i numeri d'alta classe dei singoli. A Modena, il 21 marzo 2015, un piccoletto è diventato un gigante. Si chiama Stefano Giacomelli, attaccante talentuoso quanto generoso, ma spesso poco concreto. Beh, al Braglia invece il nostro piccoletto col numero 10, una volta tanto, sembrava davvero il piccoletto del Barcellona con il numero 10. E questo magico tiro a girare sul secondo palo - provate a negarlo - potrebbe benissimo appartenere alla collezione di un altro grande numero 10, Alex Del Piero. Applausi per GiacoMessi.

per vedere il gol, basta cliccare qui sotto:
Giacomelli, un gol alla Del Piero

lunedì 17 novembre 2014

Cocco bellissimo

Altro che Cocco bello. Quello andato in scena ieri, domenica 16 novembre 2014 al Partenio per Avellino-Vicenza, è stato un Cocco bellissimo.
Una girata al volo di rara perfezione tecnica, un gesto da centravanti di razza purissima, che si è preso lo spazio per staccarsi dal difensore, coordinarsi, e spedire la palla là dove il portiere Gomis proprio non ci poteva arrivare. Non a caso, lo stesso Gomis ha applaudito l'attaccante biancorosso (complimenti anche a lui per il bel gesto). Cose che fanno bene al calcio. Ma soprattutto, cose che fanno bene al Vicenza. Ed è questo, a me bieco tifoso, che interessa infinitamente di più...
Vedere per credere (il gol è al minuto 1.05 del filmato raggiungibile cliccando qui)

martedì 18 marzo 2014

Un bomber da sposare

Come si fa a non voler bene a un attaccante così?
Uno che lotta, corre, si sacrifica per la squadra.
Uno che sta iniziando a vedere bene anche la porta, eccome (8 gol in campionato finora, ma c'è voluto quasi un girone intero perché si sbloccasse...).
Uno che sa inventarsi anche giocate da campione vero, mica da giocatore qualunque.
Basta guardare i due colpi da maestro con cui ha deliziato il pubblico del Menti domenica 16 marzo, Vicenza-Lumezzane: prima il "quasi gol" (convertito in rete vera e propria da Tulli al 37' del primo tempo) propiziato con un colpo di tacco "alla Bettega"; e poi il gol a tutto tondo, bello da spellarsi le mani, al primo minuto della ripresa.
Piergiuseppe Maritato. Lo dice già il cognome: un bomber da sposare.

Vicenza-Lumezzane: Maritato show

lunedì 20 gennaio 2014

Tulli Tulli Tullipan

Strani fiori, i tulipani. Fioriscono per un periodo molto breve, sono fragili ed effimeri, e sorprendono con colori intensi che si rivelano solo via via che le gemme si schiudono. A volte i tulipani possono sbocciare anche nel bel mezzo di un pomeriggio di pieno inverno, su un campo da calcio in erba sintetica, annacquato dal secondo diluvio universale.
E' accaduto domenica 19 gennaio 2014, allo Stadio dei Marmi di Carrara. Proprio lì Giacomo Tulli, al 24' del primo tempo di Carrarese-Vicenza, ha regalato al pubblico il tulipano più raro e prezioso della sua serra.
Proprio come un tulipano, questa gemma del pallone ha iniziato a rivelarsi smuovendo il terreno a metà campo in un contrasto deciso, per poi germogliare un dribbling dopo l'altro, tra finte e accelerazioni, fino ad abbagliare il pubblico schiudendosi in tutta la sua sorprendente bellezza con un tiro dai venti metri che si è infilato sotto l'incrocio dei pali.
Stavolta sì che l'hai combinata bella, Giacomino: evviva Tulli Tulli Tullipan!
L'azione del gol inizia al minuto 2:09

sabato 7 dicembre 2013

Per chi suona la sirena

Dicevano che fosse un ex giocatore. Le battute facili e ingenerose si sprecavano. Simone Tiribocchi, detto il Tir, da quando era arrivato a Vicenza non era mai riuscito a far vedere i colpi che lo avevano reso negli anni precedenti un avversario temuto e quasi sempre letale. Tante volte lo avevamo visto suonare la sirena del Tir per festeggiare un gol segnato al Menti con la maglia dell'Atalanta o del Lecce.
A noi, purtroppo, sembrava essere capitato un camionista ormai in pensione.
E invece, il vecchietto, a 36 anni qualche colpo in canna ancora lo ha. Magari non correrà per novanta minuti a perdifiato, ma sa ancora come si butta dentro, eccome.
Si vedano le due prodezze in serie contro Lumezzane (16 novembre 2013) e Savona (23 novembre 2013). Due tiri al volo di rara bellezza, entrambi su assist al bacio di Jadid.
Adesso, anche le altre squadre di questo campionato sono avvisate.
Perché quando il Tir scende in campo, prima o poi c'è sempre il rischio di sentir suonare la sirena...

Il gol al Savona è nel video qui sotto; quello contro il Lumezzane si può vedere cliccando qui.


martedì 15 ottobre 2013

Gigi, nostalgia canaglia

Si può provare una nostalgia canaglia per qualcuno che non si è mai conosciuto o qualcosa che non si è mai vissuto personalmente? Sì, se il racconto dei testimoni è così vivido, emozionato ed emozionante che riesce a coinvolgerti totalmente.
Limitandoci ai ricordi calcistici, la mia nostalgia più canaglia è sempre stata dedicata al Real Vicenza di Gibì Fabbri, secondo molti una delle squadre più spettacolari viste in Italia negli ultimi quarant'anni. Ci siamo mancati di poco, io e il Real Vicenza: il triennio d'oro biancorosso è andato dal 1976 al 1979, e io sono nato proprio nell'ottobre di quell'anno. Ma mio papà e mio zio, che al Menti in quei campionati hanno avuto la fortuna di esserci, fin da piccolo mi hanno raccontato entusiasti le gesta di giocatori come Rossi, Filippi, Carrera, Cerilli, diventati così i mitici eroi del mio epico mondo calcistico solo immaginato.
Più recentemente, quando per qualche anno ho abitato a Torino, ho avuto modo di respirare e sentir raccontare altre storie calcistiche epiche e affascinanti, stavolta a tinte granata. Una è l'epopea del Grande Torino e dello stadio Filadelfia. E se esistesse una macchina del tempo, confesso che pagherei una discreta cifra per poter vedere una partita di quella squadra straordinaria in quello stadio straordinario. Personalmente, però, sono affettivamente ancora più legato all'altra epica e tragica storia granata: quella che racconta di un ragazzo fuori dal comune, non solo per il suo talento, morto mentre attraversava la strada quando aveva appena 24 anni, proprio il 15 ottobre di 46 anni fa. Quel ragazzo si chiamava Gigi, Gigi Meroni. Aveva sempre il numero 7 sulle spalle, lo stesso che indossavo io da ragazzino. Aveva un animo d'artista in campo e fuori: si inventava dribbling e gol fantastici, dipingeva, amava i Beatles, disegnava da sé gli abiti che indossava, girava per il centro di Torino con una gallina al guinzaglio. Un genio ribelle, una simpatica canaglia. Ecco, per questa canaglia io ho imparato a provare una profonda nostalgia canaglia. Perché se quella maledetta sera d'ottobre Gigi Meroni non fosse stato investito, chissà quanti altri gol ci avrebbe regalato come questo geniale, assurdo tiro a giro inventato dal nulla in un Inter-Torino del marzo 1967 (dopo venti secondi dall'inizio del filmato qui sotto). Il coniglio è uscito dal cilindro, ed è andato a volare morbido proprio sotto il sette. Già, il suo sette. Ciao Gigi, quanto ci manchi.

lunedì 23 settembre 2013

Lorenzo il Magnifico

Lorenzo il Magnifico non abita a Firenze e non gioca per la Fiorentina.
E' uno scugnizzo napoletano che sta facendo impazzire i tifosi all'ombra del Vesuvio. Splendido profeta in patria, Lorenzo Insigne in campo regala magie come questa punizione in Champions League contro il Borussia Dortmund del 18 settembre 2013.
Se quest'anno il Napoli può davvero sognare in grande, il merito è anche di questo piccolo, magnifico attaccante.
Quant'è bella giovinezza!...

lunedì 2 settembre 2013

Verona superstar? Andiamoci Pjanic...

Da ieri, 1 settembre 2013, sto cominciando a rivalutare gli effetti della retrocessione del mio amato Lane in serie C e della contemporanea promozione in serie A del Verona.
Intendiamoci, ci vuole davvero uno sforzo titanico: se penso che i gialloblu la settimana scorsa hanno rifilato due banane al Milan, in un Bentegodi portato all'estasi da orgia calcistica grazie a una doppietta di quello stesso Luca Toni che i primi gol in serie A li ha festeggiati proprio in maglia biancorossa, gli zebedei tornano subito a vorticarmi furiosamente e cado in depressione.
Eppure, proprio dopo questa prestigiosa vittoria, in riva all'Adige molti avevano già iniziato a bullarsi con spocchia urticante, manco avessero già rivinto lo scudetto.
Gialloblu superstar come nell'85? Andiamoci Pjanic, ragazzi...
Mi sa che quest'anno toccherà a voi masticare amaro più di una domenica, trovando avversari come questo genio slavo, che dal niente ti inventa un pallonetto così, facendo fare la figura del poro mona al portierone veronese Rafael. 3-0, silenzio e orecchie basse: la Roma vi ha ridicolizzati, boriosi cugini.
Qualche ora dopo, invece, noi al Menti contro il Pavia sembravamo il Real Madrid, e Mustacchio era il nostro imprendibile Bale.
Una volta tanto, pare che giocheremo davvero per vincere, anziché per non perdere. Questa serie C comincia quasi a starmi simpatica...

martedì 18 giugno 2013

O Rei

Quella sera il piccolo Andrea faceva fatica ad addormentarsi.
"Papà, mi racconti una bella storia?"
"Va bene! Che storia ti piacerebbe?"
"Quella in cui io divento un calciatore famoso...".
"Allora vediamo... Quella sera il bravissimo Andrea Pirlo si preparava a giocare una partita molto importante: per la centesima volta avrebbe indossato la maglia della Nazionale. Ormai era un calciatore così famoso che anche lì, nel Tempio del Calcio Sudamericano, il mitico stadio Maracanà di Rio de Janeiro, tutti lo conoscevano e lo ammiravano. In particolare era diventato un idolo per la sua precisione nel tirare i calci di punizione dai venti metri. Così, quando nella partita tra Italia e Messico della Confederations Cup l'arbitro fischiò una punizione per l'Italia, dalle tribune del Maracanà iniziò a levarsi un coro che lo invocava a gran voce: Pirlo! Pirlo! Pirlo! Tutti si aspettavano un'esecuzione memorabile del maestro. Andrea sistemò il pallone con cura, prese qualche passo di rincorsa, e con una parabola disegnata mandò il pallone ad infilarsi sotto l'incrocio dei pali. Tutti si alzarono in piedi per applaudirlo, acclamandolo a gran voce, e lui si voltò verso il pubblico felice come non mai: era diventato il re, 'o rei del Maracanà.... Andrea, ma mi stai ascoltando? Guardalo, si è già addormentato e sorride beato....".
Sogni d'oro, piccolo Andrea! Chissà, magari un giorno questa favola potrebbe diventare realtà. O magari lo è già diventata...



martedì 9 aprile 2013

Totò Sceicco

Non ha fatto "tre anni di militare a Cuneo", come recitava in una celebre battuta il suo celeberrimo, omonimo e conterraneo attore, ma nove di grande calcio a Udine. Professione: superbomber.
A 35 anni suonati, Totò Di Natale resta uno dei migliori in circolazione.
Anche domenica scorsa, il 7 aprile 2013, ha deliziato tutti noi che amiamo il pallone con questo sopraffino tiro al volo di sinistro che ha fatto secco il povero Puggioni in Udinese-Chievo 3-1.
Il suo allenatore, Francesco Guidolin, ha detto che è stato un gol "alla Van Basten", riferendosi ovviamente a questo gol leggendario.
Paragone senz'altro appropriato e lusinghiero.
Io, però, credo che il commento più calzante sia proprio quello del suo celeberrimo, omonimo e conterraneo attore. 1950-2013: oggi come allora, è sempre Totò Sceicco.

mercoledì 27 marzo 2013

Lasciatelo segnare

Quando Mario fa il Super, non ce n'è per nessuno. Neanche per il Brasile.
Va bene, l'amichevole di Ginevra tra l'Italia e la Nazionale verdeoro del 21 marzo 2013 non vale certo come una partita di Coppa del Mondo.
Ma ci vogliono classe, carisma, coraggio e consapevolezza  - oltre alla giusta dose di culo, altro elemento fondamentale in questo concentrato di fattore c - per decidere di provare un tiro da lontano così, sapendo che tutti sono lì pronti a criticarti proprio perché ti chiami Balotelli e hai quel fare da bullo di periferia che ti rende antipatico al mondo.
Per quel che mi riguarda, finché in Nazionale gioca e segna così, lasciatelo essere antipatico e sbruffone quanto gli pare.
Sai che ridere se tra un annetto o giù di lì fosse ufficialmente dichiarato "persona non gradita" in Brasile, dopo aver segnato un gol del genere in una partita dei Mondiali 2014, magari proprio al Maracanà e contro la Seleçao?
Lasciatemi sognare.
Lasciatelo segnare.
E' un italiano: un italiano vero - e nero.
(Con sentiti ringraziamenti a Toto Cutugno).

martedì 19 febbraio 2013

Eroe per caso

Ancora non ci crede, neanche lui.
Che il Vicenza terz'ultimo potesse vincere due trasferte di fila a Verona e Brescia, le uniche due squadre ancora imbattute in questo campionato, non lo avrebbe creduto nemmeno il più ottimista dei tifosi biancorossi.
Che poi il secondo, vitale 0-1 consecutivo sarebbe arrivato grazie ad un missile terra-aria di Nicolò Brighenti, professione difensore, zero gol in carriera fino a sabato 16 febbraio 2012, non lo avrebbe creduto neanche lui.
E invece è tutto vero: si veda il filmato e ci si stropiccino gli occhi.
Un certo Francesco Totti, qualche ora più tardi, in quello stesso giorno, ha segnato con una botta molto simile contro la Juve. E ovviamente tutti quelli che ne sanno di calcio hanno iniziato a profondersi in elogi speritcati, ché solo un campionissimo come il Pupone poteva firmare una prodezza del genere, questa è classe cristallina e inimitabile, giù il cappello.
Date fiato alle trombe, continuate a lodare il vecchierello di indubbio talento per uno dei tanti colpi di classe della sua luminosa carriera.
Io mi tengo stretta la risata incredula del giovane Brighenti, difensorino quasi sbarbatello con i piedi tutt'altro che aggraziati, che al Rigamonti ha sfoderato un colpo da fuoriclasse, come forse mai gli ricapiterà nella vita.
Nicolò, eroe per caso, stanne pur certo: io il gol di Totti me lo dimenticherò tra due settimane, ma la tua perla del Rigamonti la ricorderò con gioia, gratitudine e goduria per tutta la vita.


martedì 12 febbraio 2013

Siamo ancora vivi!

Era da un bel po' che non godevo così.
Perché dentro il missile scagliato da Franco Semioli sotto la traversa al 75' di Verona-Vicenza sabato scorso (9 febbraio 2013) allo stadio Bentegodi, ci sono tante cose.
C'è la rabbia di una squadra che quest'anno ha perso tanto, troppo, anche oltre i propri - molti - demeriti.
C'è la voglia di riscatto di un giocatore che finora aveva deluso un po' tutti, se stesso per primo, perché in serie B è uno che può e deve fare la differenza.
C'è l'orgoglio di una tifoseria che nonostante tutto non si rassegna, ma lotta e soffre fino a quando il cuore biancorosso continua a battere.
Dopo la sconfitta in casa con la Juve Stabia, sembrava di essere nella sala operatoria vista in mille telefilm, nel momento in cui il battito del paziente si arresta: "Dottore, lo abbiamo perso?".
No, ragazzi. Questo Vicenza non è ancora morto.
E lo ha dimostrato nel momento migliore, quello che ogni sceneggiatore avrebbe scelto.
Non una partita qualsiasi, ma la Partita, il derby con il Verona.
Non un derby qualsiasi, ma un derby in trasferta giocato da strasfavoriti: i gialloblu terzi e lanciati verso la serie A, noi terz'ultimi e dati ormai per spacciati alla retrocessione.
Un derby in cui abbiamo giocato con il cuore e l'umiltà di chi sa di dovere ringhiare contro avversari evidentemente più forti e più sereni, in uno stadio ribollente che reclamava la nostra testa come si faceva per i gladiatori al Colosseo. Ci siamo chiusi a difesa della nostra area come se fosse Fort Apache, sapendo di dover sfruttare quella che poteva essere forse l'unica occasione buona per uccidere il nemico.
Eccolo lì, lo spiraglio, l'unico angolo per scagliare la freccia mortale.
Franco Semioli lo ha visto all'improvviso, quando mancava un quarto d'ora alla fine, e ha colpito forte, deciso, spietato.
Quel pallone che si è inchiodato sotto l'incrocio, aveva dentro di sé l'urlo perentorio di Semioli, dei suoi compagni, di mister Dal Canto, di tutti i tifosi vicentini.
"Siamo ancora vivi!".



lunedì 21 gennaio 2013

Una Nuova Speranza

Il primo storico Guerre Stellari, quello del 1977 in cui Luke inizia il suo addestramento jedi con Obi One Kenobi, nell'ambito della saga completa ha ricevuto come sottotitolo Una Nuova Speranza.
Luke, infatti, rappresenta la speranza per le forze del Bene oppresse dal Male di poter contare su un nuovo supereroe, un cavaliere jedi, razza che si temeva ormai estinta per sempre.
Per me e per tutti i tifosi del Vicenza, in questo ennesimo anno di disgrazie sportive, la Nuova Speranza viene - pensa un po' - dal Verona, ed è un attaccante nato in Bulgaria che risponde al nome di Valeri Bojinov.
Ora, nel girone d'andata io sono già rimasto scottato dal fuoco di paglia Malonga - ma come i bambini spero ancora che presto o tardi il mio eroe preferito torni a spaccare il culo ai nemici.
Dunque dovrei andarci cauto.
Il problema è che di Bojinov io mi sono già calcisticamente innamorato il 27 ottobre 2004, quando con la maglia del Lecce il giovanissimo centravanti bulgaro rifilò questi due gol all'Inter, molto diversi tra loro: una bordata terrificante e un tocco sottomisura delizioso. Potenza, tecnica e fiuto del gol: cosa vuoi di più da un attaccante? La mattina dopo feci partire immediatamente l'offerta via mail per comprarlo al Fantacalcio.
Lo so, sono passati tanti anni e il nostro bomber ha fallito tante, troppe occasioni per dimostrare il suo valore in tante, troppe piazze importanti: Juve, Fiorentina, Manchester City, Sporting Lisbona.
Però io voglio, devo credere che il talento sia ancora lì, cristallizzato, pronto ad esplodere. Perché oggi più che mai, a Vicenza, abbiamo bisogno di uno jedi.

lunedì 17 dicembre 2012

L'intruso

Quando una squadra forte gioca contro una squadra debole, non ho esitazioni: tifo sempre per quella debole. Sarà che sono cresciuto tifando per il Vicenza attraverso decenni di magra, che raramente hanno visto la mia squadra annoverata tra "i forti", a prescindere dalla categoria - giusto un manciata di stagioni tra serie C e serie B iniziate da favoriti della vigilia, tra l'altro per campionati quasi sempre poi fallimentari.
Sarà che tra Davide e Golia ci hanno sempre insegnato a parteggiare per il nanetto a discapito del gigante. Mah.
Fatto sta che quando esce un risultato a sorpresa - ma veramente a sorpresa - godo assai. A maggior ragione se il colpaccio riesce in trasferta, su uno di quei campi dove anche l'apporto del pubblico rende quasi impossibile ribaltare un risultato già scritto, almeno sulla carta.
Così ieri sera, domenica 16 dicembre 2012, quando il Napoli si è portato in vantaggio per 2-1 sul Bologna a meno di venti minuti dalla fine, nessuno o quasi avrebbe scommesso un euro su un nuovo sorpasso dei felsinei. E invece a quattro minuti dalla fine Kone si è arrampicato a un metro da terra per esibirsi in questa sforbiciata da campionissimo: il gol del pareggio, spettacolare preludio all'inatteso gol di Portanova per il 2-3 finale.
Ti saresti aspettato il colpo di Cavani, di Hamsik o di Pandev a chiudere la partita per il tripudio degli azzurri davanti al loro pubblico. Macché.
Eccolo lì, un onesto centrocampista greco che si è da poco alzato dalla panchina, estrarre dal cilindro un coniglio a sorpresa che fa chiudere la bocca e strabuzzare gli occhi a tutto lo stadio San Paolo.
Evviva l'intruso!

domenica 21 ottobre 2012

Saponarinho

Un gran bel gol è un gran bel gol. Non importa se l'abbia segnato Messi in una finale di Champions League o un volenteroso operaio che la domenica suda e si diverte su un campo di Terza Categoria.
Per me, l'emozione è sempre la stessa: esclamazione di stupore (in genere Puttana Eva! - e chiedo scusa con l'occasione a tutte le Eva per la mia cattiva abitudine), risata compiaciuta e incredula, e standing ovation (perlomeno interiore, a volte con applauso fisico reale, anche se sono davanti al televisore).
Ovvio, se segna il Vicenza invece si passa alla goduria orgasmica, ma questa è un'altra storia.
Ieri sera, 20 ottobre 2012, me ne stavo lì a guardare Novantesimo Minuto di Serie B, sapendo di non avere alcuna particolare attesa emotiva, dato che il Vicenza aveva pareggiato per 0-0 a Terni.
E invece, a un certo punto, passano il servizio di Virtus Lanciano - Empoli (0-3, prima vittoria stagionale per i toscani). E la mia scialba indifferenza viene scossa all'improvviso dallo spettacolare tiro al volo di Saponara, che firma così il gol del raddoppio per la sua squadra (si veda il minuto 2:38 del filmato).
Puttana Eva!, esclamo a voce alta, solo davanti al televisore; poi ridacchio compiaciuto e incredulo, e mi alzo dal divano per applaudire. Grazie Saponara: mi hai regalato un'intensa emozione calcistica.
Qualche ora più tardi, un gol per certi versi simile - ma meno bello - lo ha segnato Pogba in Juve-Napoli. E ovviamente lo abbiamo già visto e rivisto mille volte, e i complimenti e i paragoni illustri si sprecano. Di Saponara, invece, non ha più parlato nessuno. Così va il calcio, inutile arrabbiarsi.
Nel mio piccolissimo, però, con questo post voglio rendere merito ad una prodezza che, se fosse stata realizzata da un brasiliano di nome Saponarinho con la maglia della Juve, avrebbe monopolizzato i programmi televisivi per una settimana.
Dedicato a tutti gli sconosciuti che ieri, correndo e sudando su un campo dilettantistico, hanno segnato il gol più bello della loro carriera, anche se nessun filmato renderà mai loro il giusto merito.
Siete grandi, ragazzi!

martedì 11 settembre 2012

Benvenuto, Mimmo!

Una rondine non fa primavera. Il buongiorno non si vede dal mattino. Chi ben comincia non è a metà dell'opera: ha solo cominciato.
D'accordo.
Però, ragazzi, questo Dominique Malonga che arriva a Vicenza acquistato dal Cesena il giovedì, mollato dalla sua ex squadra come l'ultimo degli scarti, e al sabato proprio contro il Cesena ti sfoggia una prestazione e una girata al volo così (si vada al minuto 1.03 del filmato), è davvero un bel vedere.
Aggiungiamoci che gli amici italiani, Dominique, lo chiamano Mimmo. Già, proprio come il "nostro" Di Carlo, l'eroe di tante gloriose battaglie.
Come può non suscitare subito simpatia al popolo biancorosso?
E allora benvenuto a Vicenza, Mimmo! Ci regalassi la metà delle gioie che ci ha regalato il tuo omonimo, sarebbe già tanta, tantissima roba...


martedì 28 agosto 2012

Ricominciamo!

Lo so: tempo un mese, e non se ne potrà già più.
Tra moviole e contromoviole, polemiche arbitrali, commenti improbabili di commentatori ancora più improbabili - vogliamo parlare dell'ennesima stagione con Paola Tutankamon Ferrari alla Domenica Sportiva?!? No, meglio non parlarne... - sterili elucubrazioni sulla differenza tra  3-5-2 e 5-3-2, processi agli allenatori inadeguati e ai calciatori strapagati, verrà spontaneo un rigurgito nauseabondo.
Ma tutto questo, verrà solo tra un po'.
Per adesso, lasciatemi godere il friccicore intatto e ingenuo del primo giorno di scuola. La voglia di rivedermi tutti i gol di questa giornata, almeno il 26 agosto. Il gusto di immaginare per quale attaccante buttare via una vagonata di crediti alla prossima asta del Fantacalcio, salvo poi ritrovarmi come sempre con un bidone costosissimo e inutile in rosa.
Lasciatemi godere Osvaldo e la sua spettacolare girata al volo contro il Catania.
Lasciatemi cantare, con l'entusiasmo beluino di Adriano Pappalardo, Ricominciamo!
Bentornato, campionato.
Quanto mi sei mancato...


giovedì 12 luglio 2012

Le minestre in Nazionale

I cuochi al seguito della nostra Nazionale devono sapere preparare delle minestre davvero prelibate.
Non si spiega altrimenti la predilezione dimostrata dai nostri giocatori più rappresentativi per il cucchiaio, che sanno utilizzare con tecnica sopraffina non solo a tavola, ma anche quando devono calciare un rigore decisivo.
Chiunque, in un momento così delicato, si affida alle certezze: una pigna devastante per buttare dentro palla e portiere insieme, o in alternativa un bel piattone all'angolino basso come ti insegnano fin dai Pulcini.
Chiunque, a parte i campioni dotati di genio assoluto e totale mancanza di comune buon senso.
In maglia azzurra, in anni recenti, ce ne sono stati due che in questo modo hanno preso per il culo i portieri avversari e al tempo stesso tutti noi tifosi italiani, incollati allo schermo con il rischio d'infarto a seguire per interminabili fotogrammi quel pallone che si avvia lentissimo, sghembo e floscio verso la rete, e sembra non voglia entrare mai.
Il primo è stato Totti, contro l'Olanda, nella semifinale gli Europei del 2000.
Il secondo Pirlo, con l'Inghilterra, ai quarti degli Europei del 2012.
Due rigori assurdamente indimenticabili, che ci hanno portato a due grandi vittorie.
E chissenefrega se qualche giorno dopo, in entrambi gli Europei, abbiamo perso la finale.
Ripensando a questi due campionati, noi italiani dimenticheremo in fretta il dessert indigesto che ci è rimasto sullo stomaco. Ci resterà invece per sempre impresso nel palato quel delizioso e inatteso sapore di minestra, che ci è stata servito su rigore con un cucchiaio raffinatissimo, degno delle tavole dei re.






sabato 2 giugno 2012

Non è tempo per gli esteti

Ci sono occasioni in cui un gol è meraviglioso in sé, solo perché la palla rotola in fondo al sacco.
Non importa come. Non importa chi sia stato. Basta che sia gol.
Era esattamente così per noi tifosi vicentini, in quel trepidante spareggio di Ferrara del 1990 che ci vedeva opposti al Prato per scongiurare l'ignominia della C2. Una squadra toscana e biancoazzurra.
Sarà di nuovo così, domani, per rimanere aggrappati alla B sfidando l'Empoli. Una squadra toscana e biancoazzurra. Nel dubbio, mi sembra opportuno rimarcare la coincidenza.
Allora furono il bolide di Zamuner e la freddezza di Tacchi a salvarci il culo (per qualche motivo a me ignoto, non riesco a incorporare questo filmato da Youtube... il link per vederlo è questo).
Stavolta non so proprio chi potrà essere, e francamente non m'interessa minimamente.
Basta che ce lo salvi.
Allora sarà comunque un gol meraviglioso, destinato a rimanere tale per sempre, e io vorrò per sempre bene a quel giocatore.